Prima o poi arriva la domanda: Google Ads o Meta Ads? Di solito arriva troppo presto. Prima ancora di aver capito cosa vendi. E a chi. Ma va bene così. È la domanda più pratica quando decidi di investire i primi soldi in pubblicità online.
Qui sotto trovi come orientarti davvero. Niente liste di pro e contro copiate da altri cento articoli.
Indice
Perché “quale piattaforma” è la domanda sbagliata (all’inizio)
La differenza che conta davvero: intento vs interruzione
Le 5 domande per capire da dove iniziare
Quanto costa davvero iniziare
Il budget minimo per non buttare via i soldi
Gli errori tipici di chi parte da solo
La conclusione
Perché “quale piattaforma” è la domanda sbagliata (all’inizio)
Chi inizia con la pubblicità online chiede quasi sempre: “meglio Google o Facebook?”. È una domanda giusta. Ma arriva nell’ordine sbagliato. Prima viene un’altra domanda: chi sto cercando? E cosa sta facendo in quel momento?
Google Ads e Meta Ads (il nome ufficiale delle ads di Facebook e Instagram) non sono due varianti dello stesso strumento. Sono due modi opposti di trovare le persone. Confonderli è un problema comune. È anche il motivo per cui tante PMI spendono budget senza risultati. Poi concludono che “la pubblicità online non funziona”. Invece funziona. Ma va scelta in base a cosa vuoi ottenere adesso. Non a cosa è di moda.
La differenza che conta davvero: intento vs interruzione
Google Ads intercetta una domanda che esiste già. Qualcuno cerca “idraulico a Saronno”. Tu compari. È pubblicità sulla ricerca attiva. Funziona bene quando le persone sanno già di avere un bisogno. E lo stanno cercando in quel momento.
Meta Ads invece interrompe uno scroll. Nessuno stava cercando il tuo prodotto. Lo scopre mentre guarda altro. Funziona bene per costruire desiderio. O per mostrare un prodotto in modo visivo e forte. O per raggiungere chi non sa ancora di avere quel bisogno.
Nessuna delle due piattaforme è superiore all’altra. Sono strumenti per momenti diversi. Il problema nasce quando usi lo strumento sbagliato al momento sbagliato. Esempio: inseguire con Google Ads un prodotto che nessuno sa ancora di volere. Oppure sperare che Meta Ads porti contatti immediati, come farebbe una ricerca attiva. Non funziona così.

Le 5 domande per capire da dove iniziare
Rispondi a queste cinque domande. Fallo prima di aprire qualsiasi account pubblicitario.
- Le persone cercano già quello che vendo? Se sì (idraulico, avvocato, ristorante), parti da Google Ads. Se il tuo prodotto va spiegato o scoperto, parti da Meta Ads.
- Ho materiale visivo forte? Meta Ads vive di immagini e video. Devono fermare lo scroll. Senza contenuti buoni, il budget si brucia in fretta.
- Voglio contatti subito, o voglio costruire nel tempo? Google Ads porta risultati più veloci sulla domanda che già esiste. Meta Ads ha bisogno di più tempo. Deve “scaldare” un pubblico che non ti conosce.
- Ho un’area geografica precisa da coprire? Entrambe le piattaforme lo permettono. Ma Google Ads funziona molto bene per le attività locali. Pensa alle ricerche tipo “vicino a me”.
- Quanto budget posso permettermi per 2-3 mesi di test? Guarda il punto dopo. Senza un budget minimo sensato, qualunque piattaforma sceglierai avrà pochi dati. E pochi dati vogliono dire poca ottimizzazione.
Quanto costa davvero iniziare
Qui i numeri aiutano. Tolgono qualche illusione. Secondo i dati di SuperAds, in Italia il costo medio per clic su Meta Ads va da 0,30 € a 0,90 €. Il costo per mille impressioni è di circa 10 €.
Su Google Ads i costi cambiano molto di più. Secondo l’analisi di Addlab, in Italia si va da 0,25 € per ricerche di marca. Fino a oltre 4 € per i servizi locali più competitivi. Pensa ai settori legale, medico o immobiliare.
La sintesi pratica è questa. Meta Ads costa meno per clic. Ma quel clic arriva da chi magari non cercava nulla. Google Ads costa di più. Ma intercetta chi ha già un problema da risolvere. Nessuno dei due dati ha senso da solo. Vanno letti insieme a cosa vendi. E a chi lo vendi.

Il budget minimo per non buttare via i soldi
Non c’è un numero magico uguale per tutti. Ma un principio sì. Sotto una certa soglia non stai facendo un test. Stai solo regalando dati alla piattaforma. E non impari nulla. Per vedere un primo segnale utile servono settimane di spesa costante. Non pochi euro spot il weekend.
Prima di investire, fai una ricerca sulle parole chiave del tuo settore. Capisci quanto costa comparire davvero. Puoi usare Google Keyword Planner. È gratuito ed è incluso nell’account Google Ads. Oppure puoi usare uno strumento più completo come SEMrush, a pagamento. Aggiunge dati sulla concorrenza e sui volumi di ricerca stimati.
Gli errori tipici di chi parte da solo
- Cambiare piattaforma dopo pochi giorni: nessun algoritmo pubblicitario impara nulla in 48 ore. Cambiare troppo presto azzera tutto.
- Nessun obiettivo chiaro prima di partire: “voglio più visibilità” non è un obiettivo misurabile. Contatti, chiamate e vendite invece lo sono.
- Copiare la creatività di un concorrente più grande: chi ha un budget dieci volte il tuo può permettersi rischi che per te sarebbero inutili.
- Nessuna pagina pensata per convertire: portare traffico pagato su un sito lento o confuso è come riempire un secchio bucato.
Un errore in più, forse il più silenzioso: partire senza tracciamento. Se non installi il Pixel di Meta o il tag di Google Ads prima di lanciare la campagna, stai spendendo alla cieca. Non saprai mai davvero cosa ha funzionato. E cosa no. Il tracciamento va sistemato prima del primo euro speso, non dopo.
Vuoi capire come valutare, anche dopo, se una gestione di campagne pubblicitarie funziona davvero? Abbiamo scritto una guida dedicata: Gestione Campagne Pubblicitarie: 5 Segnali per Capire se Funziona Davvero.
La conclusione
Google Ads o Meta Ads non è una scelta ideologica. Dipende da chi vuoi raggiungere. Dipende dal momento del suo percorso d’acquisto. E dipende da quanto budget puoi permetterti, per imparare prima di ottimizzare. Se qualcuno ti dice “usa sempre questa”, senza farti nessuna delle 5 domande sopra, probabilmente ti sta vendendo un servizio. Non un consiglio.
Parti da una piattaforma. Misura per almeno due mesi. Poi decidi i prossimi passi sui dati. Non sulla moda del momento.

