Retargeting: avere fino al 70% di conversioni in più

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Indice

Introduzione
Cos’è il Retargeting
Il Pixel 
La scelta del giusto pubblico 
Vantaggi

 

Introduzione

Se hai fatto advertising per la tua azienda, potresti già sapere cos’è il retargeting e perché è importante.
O magari, potresti non averlo mai fatto.
Ecco perché oggi, andiamo a fondo dell’argomento!

Tempo di lettura: 5 minuti. Oppure ascoltalo in Podcast!

 

Cos’è il Retargeting?

Il retargeting, anche definito remarketing, consiste nel raggiungere tramite advertising utenti che hanno già effettuato determinate azioni come la visita al nostro sito web, l’interazione con alcuni contenuti e così via.

È importante perché, di norma, solo una piccolissima parte del traffico che riusciamo a portare sui nostri canali effettua una conversione (acquisto, lead o altro) alla prima visita.
Ripresentando le adv a quei clienti che hanno abbandonato il sito senza compiere azioni o senza muoversi all’interno del nostro funnel, aumentiamo la possibilità che questi effettuino una conversione.

Serve quindi:

  • A raggiungere i gruppi di pubblico che già ti conoscono.
  • A personalizzare le inserzioni per i clienti (esempio: un adv personalizzata per chi ha il carrello salvato sul tuo sito).
  • A far sì che i clienti fedeli tornino periodicamente.

 

retargeting

 

Il Pixel

Il retargeting si basa sui Cookie.

Prendiamo in esame il retargeting su Facebook ed Instagram:

Sul nostro sito web possiamo installare uno strumento chiamato Pixel.

Il Pixel è una piccola porzione di codice che monitora le persone e i tipi di azioni che eseguono le persone quando interagiscono con il tuo brand.
Non solo sul tuo sito, ma anche sulle inserzioni di Facebook e Instagram che hanno visto prima di accedere al tuo sito.

Tiene traccia anche delle pagine che vengono visitate, le aggiunte al carrello, gli inizi di checkout, i checkout completi, ecc.

 

La scelta del giusto pubblico

Se ci segui da un po’, dovresti già avere delle conoscenze del Funnel Marketing  e sapere che, quando parliamo di retargeting, ci troviamo nella fase più bassa del funnel: la Bottom of the Funnel (BOFU).

Trovandoti all’ultimo step del funnel, dovresti aver già scremato il tuo pubblico, partendo da un pubblico ampio (TOFU), fino ad uno più caldo (MOFU).

A questo punto, per la BOFU non ti resta che scegliere chi dovrà vedere le tue inserzioni di retargeting.


Come si sceglie questo pubblico? Dipende!
Non esiste una guida standard generica da applicare, ma esistono delle buone pratiche:

Seleziona solo un pubblico che ha già manifestato segnali di interesse per il tuo brand, prodotto o servizio. Segnali che devono essere più vicini possibile alla conversione finale che vuoi ottenere.

 

retargeting

 

Esempio: Retargeting con obiettivo l’Acquisto 

Facciamo un esempio.
Se vendi oggetti fisici tramite un e-commerce, l’utente prima di acquistare dovrà fare un certo journey:

  • Venire a contatto con una tua ADV
  • Tramite l’ADV, entrare nel tuo sito web
  • Nel tuo sito, visualizzare i contenuti fino a trovare il prodotto a lui adatto
  • Inserire il prodotto nel carrello
  • Iniziare il processo di checkout
  • Concludere l’acquisto

 

In questo esempio, la conversione finale è l’acquisto.
Quindi, potresti decidere di fare un’ADV che: 

  • Ricordi agli utenti che hanno lasciato degli oggetti nel carrello, 
  • Scegliendo come pubblico della Campagna “Solo quelli che hanno inserito prodotti nel carrello e/o hanno iniziato il processo di checkout, senza però concludere”.

 

Perchè non scegliere anche chi ha visualizzato i contenuti?
Perché sono due pubblici, in due fasi del processo di acquisto diverse.
Quindi spenderesti del budget su alcuni utenti più caldi (cioè più vicini all’acquisto) e lo stesso budget, la stessa inserzione, la stessa creatività su un pubblico più freddo (cioè più lontano dall’acquisto).

E come ti dicevo poco fa, puoi personalizzare pubblico e annunci per adattarlo alla tua strategia.

 

Esempio: Retargeting con obiettivo l’Up-Sell 

Facciamo un altro esempio, usando il retargeting per fare Up-Sell, ovvero per vendere un prodotto complementare.

Decido che è il momento di comprare un Apple Watch. Entro nel Journey di Apple:

  • Conosco il prodotto perché ne ho sentito parlare e/o ho visto delle pubblicità.
  • Vado sul sito di Apple, lo scelgo, lo aggiungo al carrello, immetto le informazioni di pagamento e pago.

A questo punto Apple, oltre a spedirmi l’orologio, inizierà a fare retargeting su di me.
Ovvero fare campagne su un pubblico che ha effettuato l’acquisto dell’Apple Watch, proponendo altri prodotti: Cinturini, caricatori wireless e così via.

 

 

Vantaggi del Retargeting

Ma vale davvero la pena investire budget pubblicitario nel retargeting?

I numeri ci dicono che il CTR (Click Through Rate, il tasso di click sul link) medio è 10 volte maggiore agli annunci ordinari. E che una percentuale tra il 20% e il 70% degli utenti colpiti da retargeting, arriva poi alla conversione (a seconda del settore merceologico).

Inoltre può essere usato, come abbiamo visto, anche per fare Up-Sell.

 

Attenzione però: 

Con l’introduzione di iOS 14.5, agli utenti Apple viene chiesto di acconsentire o meno al tracciamento dei loro dati su determinate app.
Molti utenti negano il consenso. Con il risultato che Meta Inc e il suo ecosistema hanno meno dati a disposizione.

Questo vuol dire che non sempre il retargeting funziona. Soprattutto se non hai grandi budget da dedicare alle fasi alte del funnel.

 

Il mio consiglio però è di testare:
Facendo dei test, riuscirai a capire se il retargeting può aumentare le tue conversioni o è solo uno spreco.

 

Certo, mettere in piedi una strategia di ADV può essere complesso. E magari non è nemmeno il tuo lavoro.
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